Pensavo fosse un gesto dolce, ma ha fatto finire la mia storia
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A volte si reagisce in modo esagerato a qualcosa di banale. E solo dopo si capisce il perché. Che non si trattava di quel momento, ma di tutto ciò che stava sotto. Tristezza, paura o la lenta perdita di qualcosa.
Eravamo a casa della sua famiglia, a preparare pizzette, per passare un bel weekend tutti insieme.
Il mio ragazzo era andato lì in macchina il giorno prima, cosa che ultimamente succedeva sempre più spesso: lui se ne andava dai suoi prima del previsto e io dovevo prendere il treno.
Tre ore di viaggio. La sua famiglia era dolce, calorosa e ospitale. Mi avevano accolto, come sempre, a braccia aperte, con vino e storie. Ma, mentre ero seduta lì, tra le risate e il trambusto a tavola, mi sono sentita improvvisamente molto sola.
Parlava, rideva, sembrava a suo agio. Lo guardavo, cercando un po' di dolcezza. Un abbraccio, uno sguardo, un tocco. Solo qualcosa per dire: ehi, siamo una squadra, ricordi? Lo cercavo da un po'.
Finché, all'improvviso, mi prese il viso tra le mani. I suoi occhi brillavano, la sua bocca sorrideva. Disse qualcosa di dolce mentre mi accarezzava le guance con i pollici. Ero così felice. Finalmente.
Un momento d’amore.
Sua madre prese il telefono e scattò una foto. Tutti a tavola risero. Anch'io risi con lei. Sembrava che il nostro amore fosse lì e le mie fossero solo paranoie. Lui dimostrava il suo amore per me davanti alla sua famiglia. Non era distante come pensavo.
Mi amava.
Finché sua madre non mi mostrò la foto, ridendo. C'erano delle striature bianche sulle mie guance. Farina. Non aveva fatto un gesto dolce, ma mi aveva spalmato la farina sul viso. Uno scherzo.
Qualcosa morì dentro di me in quel momento.
Non perché non mi piacesse la battuta – adoro quel tipo di umorismo - avrebbe potuto essere la mia battuta. Ma perché desideravo disperatamente che fosse amore. Sentii le guance avvampare per la vergogna. Non perché facessi una brutta figura, non per la farina, non per la foto di me ricoperta di farina e con il doppio mento, ma per come mi sentivo: per un attimo avevo creduto che fosse un gesto tenero solo per rendermi conto di essermi sbagliata di grosso.
Ho chiesto il telefono a sua madre, ho cancellato la foto, gliel'ho restituito e le ho detto: "Non mi piace proprio". Lei ha riso e ha risposto: "la posso riprendere (la foto) dal cestino!". Tutti l'hanno trovato divertente. E giustamente. Nessuno ha visto o capito cosa stesse succedendo dentro di me. Ero lì seduta con delle strisce bianche sul viso e all'improvviso ho capito: non è più come prima. Qualcosa dentro di me sapeva che era finita.
Proprio di recente, ho ripensato a quel momento di scherzo. A come un gesto così piccolo possa sembrare così grande, a seconda di quanto sei vulnerabile o di dove ti trovi in una relazione. La stessa battuta può essere bellissima quando ti senti al sicuro. Ma quando manca qualcosa, lo stesso gesto diventa improvvisamente doloroso.
Se sei in una relazione a volte devi chiederti : “l’amore esiste ancora”? Questa è la domanda che preferiresti – inconsciamente – evitare, perché hai paura della risposta. Ciò che mi sono tolta dalla faccia quella sera non era solo farina, ma anche l'ultimo brandello di speranza.
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