#1 Il mio piccolo Business non cresce abbastanza in fretta (e gli altri mi giudicano)

 

Cara Sonia,

ti scrivo perché ho bisogno di sfogarmi con qualcuno che possa capirmi davvero.

Sono ormai sei mesi che ho lanciato il mio progetto online. Un brand di candele artigianali — ci ho messo l'anima, i risparmi, le notti insonni. E sai qual è il risultato? 14 follower su Instagram (di cui 5 sono i miei familiari), 2 vendite in sei mesi, e una di quelle era mia cugina che l'ha fatto per pietà.

Ogni giorno apro le analytics e mi sento morire. Zero visite al sito. Zero interazioni. Pubblico un reel e ci metto tre ore a farlo — 47 visualizzazioni, di cui probabilmente 20 sono le mie.

La cosa che mi fa più male è vedere gli altri. Apro TikTok e trovo ragazzini di 22 anni che in tre mesi hanno già il brand avviato, le collaborazioni, i pacchi da spedire. E io? Io sto ancora lì a chiedermi se il mio logo è abbastanza carino.

Ho iniziato a pensare che forse non sono tagliata per questo. Che mi sono raccontata una bugia. Che "segui la tua passione" è un consiglio che funziona solo per chi ha già la fortuna dalla sua parte.

Mio marito non lo dice, ma lo vedo che pensa "quando trovi un lavoro vero?". E io ho sempre meno argomenti per rispondergli.

La verità è che non voglio mollare. Ma non so più come giustificare a me stessa tutto questo sforzo per risultati che non arrivano. Come si fa a continuare a credere in qualcosa quando i numeri ti dicono che non funziona?

Se hai un consiglio, o anche solo una parola, te ne sarei grata.

Con affetto, Giulia

Cara Giulia,

grazie per avermi scritto. E grazie soprattutto per essere stata così onesta — perché quello che hai descritto non è un fallimento, è esattamente il punto in cui passano tutti. Anche se adesso ti sembra di essere l'unica.

Lo so perché ci sono passata anch'io.

Sai qual è il problema vero? Non è il tuo brand di candele. Non sono i 14 follower. Non è nemmeno tuo marito che ti guarda storto. Il problema è che stai confrontando il tuo inizio con il traguardo di qualcun altro. Quei ragazzini su TikTok che "esplodono in tre mesi"? Tu non li hai visti nei mesi — a volte anni — in cui pubblicavano nel vuoto, proprio come stai facendo tu adesso. Vedi solo il loro capitolo 20, e ti arrabbi perché il tuo capitolo 1 non gli somiglia.

Voglio condividere con te un concetto che mi ha cambiato la prospettiva. Viene da un libro che si chiama "Making Ideas Happen" di Scott Belsky, il fondatore di Behance. Lui dice che esistono tre tipi di persone creative:

I Dreamers, quelli che sognano in grande ma non passano mai all'azione. Hanno mille idee e ne realizzano zero. Saltano da un progetto all'altro inseguendo l'entusiasmo del momento.

I Doers, quelli che macinano come matti, testa bassa, ossessionati dall'esecuzione. Fanno, fanno, fanno — ma senza mai fermarsi a guardare il quadro generale.

E poi ci sono gli Incrementalists. E qui cambia tutto. Gli Incrementalists sono quelli che sanno alternare il sogno e l'azione. Arrivano a 100 e invece di disperarsi perché non sono a 1000, si fermano, onorano quel traguardo e si dicono: "ok, bene. Come arrivo a 200?". Procedono un passo alla volta, celebrano ogni step, e poi ripartono. Non bruciano le tappe, ma non si fermano neanche.

Giulia, leggendo la tua lettera sai cosa vedo? Vedo una persona che in sei mesi ha creato un brand da zero, ha costruito un prodotto artigianale, ha aperto un sito, ha imparato a fare reel. E ha fatto due vendite. Due persone reali hanno tirato fuori il portafoglio e hanno comprato qualcosa che tu hai creato con le tue mani. Lo sai quanti imprenditori a sei mesi sono ancora a zero? Tantissimi. Ma tu quelle due vendite le hai guardate e hai pensato "è poco". Invece sono la prova che funziona. Sono il tuo 100. E adesso la domanda non è "mollo tutto?" — è "come arrivo a 200?".

La crescita non è lineare, te lo prometto. All'inizio è lenta, frustrante, sembra che non succeda niente. E poi a un certo punto la curva accelera. Ma per arrivare a quel punto, devi attraversare questa fase qui. Quella brutta. Quella noiosa. Quella in cui ti chiedi se sei pazza.

Non sei pazza. Sei solo all'inizio.

Il mio consiglio? Smetti di aprire le analytics ogni giorno — ti sta facendo solo male. Invece, prendi un quaderno e ogni sera scrivi una cosa che hai fatto per il tuo brand quel giorno. Una sola. Dopo un mese rileggi tutto e ti renderai conto di quanta strada hai fatto senza accorgertene. Quello è il modo migliore per onorare il tuo progresso, anche quando i numeri non ti danno ancora soddisfazione.

E quella cugina che ha comprato per pietà? Magari l'ha regalata a un'amica, e quell'amica l'ha adorata. Non lo sai ancora. Le cose belle hanno bisogno di tempo per propagarsi.

Sii un'Incrementalist, Giulia. Un passo alla volta, ma senza fermarti.

Un abbraccio grande, Sonia