Le due sorelle di “Cucine da incubo”.


10 minuti di lettura 🕒 | scritto da me, senza l’IA. Potresti trovare errori e opinioni personali.


Tre giorni fa ho guardato su Now la nuova puntata di Cucine da Incubo.

Insieme a 4 ristoranti di Alessandro Borghese sono le uniche trasmissioni che guardo in italiano da quando abito in Olanda e soprattutto da quando hanno tolto tutte le trasmissioni Crime che amavo tantissimo: Delitti in copertina, Crimini in diretta, Delitti a circuito chiuso, no, non le fanno più, adesso se vuoi sapere perché un uomo comune di punto in bianco uccide, ti tocca guardarti tutta la saga Garlasco, oppure fare come me e optare con le nuove puntate di Cannavacciuolo.

Quando ho visto l’ultima puntata - se vuoi vederla è la stagione 12 puntata 6 - sono rimasta talmente basita che l’ho riguardata un’altra volta subito dopo, poi ieri sono andata a camminare e me la sono interamente ascoltata in cuffia e, una volta a casa, ne ho anche riparlato con mio marito.

La storia è quella di Giovanna che apre un ortofrutta, poi fa un po’ di cucina per chi non vuole acquistare il fresco ma consumarlo direttamente sul posto, questa formula piace e decide di togliere la vendita di verdure e fare solo ristorante, da qui il nome “Orto e cucina da Giò”.

Nel ristorante ci lavora la sorella Karma (Carmela), che fa la cameriera - e l’opinionista evidentemente -, perché ha un opinione su tutto e, lo dico anche se si è capito credo, l’opinione è sempre negativa verso quello che fa la sorella così negativa che quanto Cannavacciuolo le chiede cosa pensa del ristorante lei dice che le “fa cagare” cosa che colpisce Giovanna come una coltellata.

In questo momento della storia io faccio a mio marito “mi sa che ci aspetta una bella puntata” perché il dramma - che Cannavaciuolo liquida come “voi non andate d’accordo”, il dramma io lo vedo bene: Giovanna pensa che il locale sia suo, Karma che sia di tutte e due e non capisce perché lei non possa avere capitolo su tutte le decisioni del locale.

Orto e cucina da Giò

Orto e cucina da Giò (foto dal web)

E siccome è proprio quello che vuole si arrabbia tantissimo, lo dice anche lei che e’ incavolata nera ma, al posto di dire quello che non va lancia una quantità di frecciatine abnorme, si compiace quando a Cannavacciuolo non piace molto il cibo preparato dall’altra e quando parla della sorella o del genero (un signore semplice con il maglione, la salopette e la bombetta: è il saggio della situazione, quello che dice le cose come stanno) ma soprattutto con un linguaggio da Instagram Karma, nei confessionali, dice le seguenti frasi:

sono completamente circondata da due istrionici, due persone piene di sé e completamente prive di esperienza nella ristorazione.

Si Karma può essere, ma un secondo fa abbiamo assistito a una conversazione in cui è venuto fuori che hai fatto qualche corso di cucina molecolare, di quelli che durano un week end, e ti sei sentita piena di esperienza solo perché hai lavorato in Val D’orcia per un mese e mezzo e in Sardegna che, per come lo dici, così sbrigativamente, fa pensare a tutti che non ci sei certo andata a fare la Chef ma al limite l’aiuto qualcosa.

Questa è un conversazione bellissima in cui lei si compiace di avere anche l’attestato dei corsi che ha fatto e il cognato saggio e buono sbotta “l’attestato lo danno a tutti” e io proprio non capisco come Antonino non gli scoppi a ridere in faccia.

Semplicemente non ci sopportiamo.

No, Karma semplicemente ci è stato detto all’inizio che i soldi ce li ha messi lei, quindi il locale è suo. Tu parli di “sogno condiviso” ma è evidentemente chiaro a tutti che tua sorella aveva un sogno che avrebbe portato avanti con o senza di te, mentre tu hai pensato che fosse anche tuo e, quando ti è stato detto il contrario, al posto di andartene hai iniziato una sorta di guerra psicologica basata su critiche continue mascherate da falso aiuto.

Questo è un posto che mi fa cagare.

Il commento a questa frase lo fa la faccia di tua sorella che in quel momento ha un illuminazione: all’improvviso capisce il perché di tutte le tue critiche degli ultimi mesi. Si vede dalla sua espressione sconvolta, dal fatto che ti chieda perché tu non gliel’abbia detto, dal tuo arrampicarti sugli specchi in discorsi che parlano di condivisione e frizione, ma mai di nulla di concreto.

Mi sembra giusto separarci.

E qui diamo l’Oscar al montatore che, un attimo dopo, ci fa vedere Giovanna che dice che “ogni volta prometti che non torni per poi ripresentarti puntualmente il giorno dopo” cosa che, come predice tua sorella, fai anche questa volta. Il problema qui Karma è che tu sei ancora convinta che, in un locale con 25 posti a sedere, in cucina debbano stare due cuoche, in modo che tu possa realizzare il tuo sogno da chef che ti trovi pure bell'e pronto.

La sfida tra le due sorelle

A questo punto c’è una scena bellissima in cui Cannavacciuolo fa lavorare una per un’ora e l’altra per l’ora seguente. Ed è qui che si vede cosa e chi non funziona: Giovanna fa uscire i piatti, puoi va in confusione quano la sorella Karma le sposta le comande convinta di farle un piacere. Da lì commette una serie di errori ma, tutto sommato, i piatti escono.

Karma, invece, non sa muoversi in cucina. Mette il riso a tostare e se ne dimentica poi, passati 20 minuti in cui il riso dovrebbe cuocere tutti si chiedono se stia bollendo e lei fa finta di niente, fino a che gli altri non si accorgono che non ha messo il riso a cuocere. L’ha lasciato là fermo in pentola e ha dato la colpa alla sorella, perché la sua aggressività l’ha mandata nel pallone.

La chiama “capo” per deriderla (quando, indovina, era l’unica che si stava dando da fare) e dice che le dispiace anche con se stessa perché non abbiamo dato il massimo.

Se ne vanno tutti senza mangiare.

Cucine da incubo: Orto e cucina da Giò

Karma. Foto presa da profilo instagram di Cucine da Incubo

Alla fine

Nell’ultimo servizio, quello in cui gli rifanno il locale sul verde e nessuno capisce perché il nuovo format si fermi10 minuti sulla scelta del verde kiwi, troviamo Karma che si mette un bel rossetto rosso su un sorriso che resta tirato tutta la sera e finalmente serve in sala, ma Giovanna fa notare che la sorella non va mai in cucina a dire i feedback positivi dei clienti mentre l’altro cameriere lo fa.

Alla fine il servizio va benissimo e tutti i clienti se ne vanno soddisfatti. Resta lo staff nel confronto con Cannavacciulo che si complimenta per il servizio ma fa notare che le due sorelle non si sono nemmeno parlate.

Ed è qui che avviene il colpo di scena finale quello in cui Karma, con la faccia più stupita del mondo dice “forse mi sono persa qualcosa : non ho capito cosa ho fatto!”.

Qui possiamo chiuderla, tanto non c’è nulla da fare, Karma se non l’hai capito dopo giorni di riprese in cui non avete parlato d’altro, noi non possiamo farci niente.

Perché Karma si è comportata così?

Non non possiamo giudicare un rapporto pluriennale tra sorelle, né il motivo dei comportamenti di entrambe, ma possiamo dire oggettivamente che la figura di Karma non esce bene da questa vicenda.

Azzardo un ipotesi sul perché non sia riuscita a contenersi quantomeno nei giudizi più forti: Potenza non è propriamente una città ricca (non lo so, ma non mi sembra):immagino che ci siano poche possibilità di fare gli chef ed essere pagati come dei veri chef.

Questo, se il tuo sogno è quello di fare lo chef, può portarti a pensare: quale miglior occasione se non il ristorante di mia sorella? Posso stare in cucina e fare quello che voglio!

Quello che sfugge a Karma è che il ristorante non è suo e, prima se ne renderà conto, prima capirà che lusso ha avuto di poter lavorare in un ambiente dove, dopo averne dette tante, nessuno l’abbia cacciata.

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